Capita a tutti nella vita di essere preoccupati perché la nostra memoria o le nostre capacità cognitive sembrano peggiorate. Ci sono molte cose che si possono fare per mantenere il cervello in un buono stato di salute.

Mi sento un po’ arrugginito…

Con il passare degli anni è molto frequente sentirsi mentalmente “arrugginiti” e rendersi conto che le nostre funzioni cognitive, come la memoria, non sono più quelle di un tempo. Quando si manifestano difficoltà di memoria (dimenticare le chiavi, un appuntamento, un anniversario, un nome) o di attenzione, apprendimento e concentrazione (non riuscire ad imparare velocemente come un tempo qualcosa di nuovo, non riuscire ad organizzare efficacemente la giornata), vengono spesso prese come un campanello d’allarme e sono fonte di preoccupazione tanto da convincerci a recarci dal medico per un consulto. In molti casi il medico, fatte tutte le opportune valutazioni afferma che la nostra cognitività è normale; questa specifica condizione prende il nome di “Declino Cognitivo Soggettivo”.

Sono solo o in buona compagnia?

I disturbi cognitivi soggettivi che si verificano in assenza di un deterioramento cognitivo accertato sono comuni in tutte le fasce d’età, ma come facilmente intuibile, diventano più frequenti con l’avanzare dell’età, sebbene siano i più giovani ad essere più preoccupati e a segnalare più spesso al medico queste problematiche. Alcuni studi affermano che quasi un terzo della popolazione ha segnalato dimenticanze accadute nell’ultimo mese e che più del 6% ha dimenticato qualcosa di importante nell’ultima settimana.

Cosa mi potrebbe succedere?

La preoccupazione maggiore è che questa condizione sia un primissimo segno di quella che potrebbe essere una futura demenza, tuttavia, sebbene in questi soggetti il rischio di sviluppare decadimento cognitivo lieve e demenza sia aumentato, la maggior parte di essi non mostrerà un declino cognitivo progressivo. Un altro dato di cui tenere conto è che i disturbi cognitivi soggettivi si verificano più spesso in persone che hanno una o più patologie croniche e che prevenire, identificare o tenere sotto controllo queste patologie potrebbe essere ragionevolmente di aiuto.

Cosa posso fare?

Vi sono molte cose che possiamo fare per aiutarci a migliorare la memoria e la funzionalità del nostro cervello, rendendo così meno probabile l’insorgere di disturbi della memoria nel futuro. Per tenere allenata la nostra mente e attivare la cosiddetta “Riserva Cognitiva” possiamo giocare a sudoku, fare cruciverba o ancora meglio leggere (libri, ma anche riviste), studiare una lingua o l’utilizzo di uno strumento musicale. Non bisogna dimenticare inoltre di curare relazioni sociali e amicizie, che possono servire a mantenere vive le nostre capacità di intelletto.

Tra le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per ridurre il rischio di sviluppare declino cognitivo o demenza ricordiamo: fare attività fisica, smettere di fumare, attuare una dieta sana (dieta mediterranea), cessare l’assunzione eccessiva di alcol, controllare il peso, prevenire l’ipertensione, il diabete e l’iperlipidemia (o tenerli sotto controllo).

L’assunzione dietetica di sostanze nutritive essenziali può aiutare a favorire il mantenimento di funzioni fisiologiche, inclusa la memoria e le funzioni cognitive. VIVIFLUX è un integratore alimentare che combina acidi grassi Omega 3, in particolare DHA, Omotaurina, mirtillo nero e un acido folico di quarta generazione (Quatrefolic); questi ingredienti contribuiscono rispettivamente, fra le altre attività, al mantenimento della normale funzione cerebrale e psicologica e alla funzionalità del microcircolo. Se hai dei dubbi, rivolgiti sempre al tuo medico.

• Jacob L, Haro JM, Koyanagi A. Physical multimorbidity and subjective cognitive complaints among adults in the United Kingdom: a cross-sectional community-based study. Sci Rep. 2019;9(1):12417.
• Jessen F, Amariglio RE, Buckley RF, et al. The characterisation of subjective cognitive decline. Lancet Neurol. 2020;19(3):271-278.
• World Health Organization. Risk reduction of cognitive decline and dementia – WHO Guidelines.

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